Modificare un insieme di domande già monitorato può cambiare ciò che misuri. Questa procedura tutela il confronto; non sostituisce la definizione delle metriche o la pianificazione del budget.
Conservare la configurazione iniziale
Archivia identificativi, testi esatti, versione, paese, lingua, sistemi e impostazioni disponibili. Aggiungi regole di riconoscimento del marchio, frequenza ed errori di raccolta. Non riscrivere la cronologia senza segnalarlo.
Tenere un registro delle modifiche
| Campo | Registrare |
|---|---|
| Identificativo e versione | Riferimento precedente e nuovo |
| Testo | Domanda precedente e nuova, integrali |
| Motivo e data | Ragione, ora e fuso |
| Gruppo | Invariata, aggiunta, modificata o ritirata |
| Configurazione | Paese, lingua, sistema e impostazioni |
| Responsabile | Persona che approva |
Una domanda che cambia significato apre una nuova serie. Anche una correzione della formulazione può influenzare la risposta: documentala.
Confrontare il sottoinsieme comune
Mantieni un gruppo di domande invariate con osservazioni di perimetro confrontabile. Presenta separatamente quelle nuove. Non esiste una dimensione universale che assicuri stabilità.
Esempio fittizio: A contiene 10 domande. B ne conserva 8, ne ritira 2 e ne aggiunge 4, arrivando a 12. Per valutare l’evoluzione a perimetro costante, confronta le 8 comuni in condizioni compatibili. Le 4 nuove descrivono un ampliamento. Confrontare i totali di 10 e 12 non dimostra l’effetto di un intervento editoriale.
Verificare unità e altri cambiamenti
Una domanda può produrre più risposte in esecuzioni diverse. Indica l’unità contata e la regola di aggregazione. Separa risposte valide ed errori; allinea frequenza, gruppi con o senza marchio e condizioni di osservazione.
Cambiare lingua, mercato, sistema o regole degli alias può interrompere la confrontabilità. Segnalalo e distingui le serie quando necessario. Non ricalcolare la cronologia senza spiegare il metodo.
Criterio di accettazione
Un altro lettore deve poter ricostruire aggiunte, ritiri, configurazione e sottoinsieme comune dal registro. Nel report indica versioni e limiti. Se lo strumento non conserva questi elementi, usa un registro esterno e le esportazioni disponibili senza presumere una funzione automatica.